venerdì 30 marzo 2012

Il volo più alto




Volò il gabbiano smarrito sul mare

si posò impaurito sull’incosciente mistero ,

distratto si ferì e cadde al suolo

spezzò le sue ali di vento per non volare.


Tu mi hai donato i giorni più belli!

Momenti in cui l’esuberanza accresceva l’impazienza,

aprivi a me il tacito consenso il sublime appiglio

di salvezza la sorgente mi sfamavi col pane degli umani.


Fu il volo più alto che feci nell’era dell’amore

concerti di musica addobbavano i flussi ancestrali,

l’unisono si sentiva da lontano

era l’eco che guidava il nostro amore.


Patetico io sono e rimembro stoltezze d’un passato :

mi imbevo d’acqua santa trascinandomi nell’ignoto,

fuggo sperando che si ripeta il grande sogno

rievoco il senso che può,deve avere.


Non c’è luogo su questa terra che possa rendermi felice :

tutto resta torbido se non ci sei

l’abisso profondo dimora nella squallida fontana

basterebbe che tu tornassi come prima.


… e da lassù ,oltre le cime della bianca luna

lassù ove ogni splendore abbaglia l’angoscia disperata,

la vita diventa un’ora d’amore

un’erba che sana ogni ferita.


Poetanarratore.

4 commenti:

  1. Malinconica, ma molto molto bella!

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  2. ti prego Gio', non fare la fine del gabbiano!!!

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  3. ahahah Fioreeeeeee!

    Grazie ,Saray....

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  4. Struggenti versi che dell'amore hanno dono...
    Ros

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